arredi

sonori

Termine coniato da Eric Satie, progenitore della musica d'ambiente oltre che compositore di brani indimenticabili. Come l'arredo è una messa in scena espressiva della persona che abita uno spazio, così l'uso della musica può marcare profondamente il riconoscimento identitario di un'azienda. Indagini statistiche dimostrano che i consumatori adottano atteggiamenti diversi in un contesto musicale invece che muto. I lounge-bar hanno fondato la loro fama sulla colonna sonora garbatamente sovrapposta ai drink. La proprietà della musica di agire sull'animo è stata sottolineata sin dall'antichità, forse non quanto la parallela capacità di esprimere l'animo di colui che la condivide.

immagini

La consulenza per l'identità culturale parte dal presupposto che è necessario lavorare sull'identità dell'azienda piuttosto che sulla sua immagine e che è necessario che le due coincidano il più possibile. Da tale premessa discende un'attenta rivisitazione delle immagini visive aziendali, delle quali bisogna costantemente monitorare, oltre che l'appeal estetico, la coerenza identitaria, evitando che generino in chi le vede aspettative destinate a rimanere deluse o che fraintendano la personalità dell'impresa. Vi rientrano, ovviamente, le foto, i video, i disegni, le animazioni. L'attuale preferenza per il linguaggio visivo rende sempre più essenziale l'uso e la cura delle immagini e il dosaggio tra le funzioni di documentazione, promozione, intrattenimento, estetica. Paradossalmente, abbandonare il culto dell'immagine metaforicamente intesa incrementa il valore delle immagini in senso tecnico.

cinque

sensi

Poche cose certificano un'identità culturale come i cinque sensi. L'olfatto, il tatto, il gusto contribuiscono in misura determinante alla costruzione di universi differenti e orientano la memoria, l'apprendimento e l'empatia, agendo sulla sfera emozionale. Le recenti scoperte scientifiche sulla neuroplasticità del cervello hanno dato slancio alla disciplina del neuromarketing. Esse, inoltre, dimostrano come i neuroni abbiano competenze interscambiabili ed offrono un fondamento alla possibilità di stimolare efficacemente la sinestesia, ossia la contaminazione tra i sensi e quindi, ad esempio, la possibilità di sollecitare il gusto anche attraverso la vista. Un buon uso culturale dei sensi comprende appunto la sinestesia o l'iperstimolazione di un senso.

ludicità

Il linguaggio aziendale, nel contatto col pubblico, si rende a volte involontariamente ridicolo, quando adopera una sorta di slang, un gergo infarcito di inutili anglismi e ridondanti tecnicismi espressi in tono serioso. A dispetto dell’assunto che la maggior parte delle attività aziendali prospera se riesce a coltivare buone relazioni, la pianta dell'empatia viene raramente innaffiata col gioco. La pratica ludica che può essere sviluppata dentro e fuori il web è una della basi per dotare l'azienda di una voce umana e favorire la community. La ludicità parte dal minimo dell'intrattenimento (comico, ironico, grottesco) e può arrivare fino a giochi che richiedano la partecipazione dei consumatori. La gamification è considerata un incentivo notevole alla fidelizzazione.

strategie

linguistiche

La competenza pragmatica, in sociolinguistica, è la capacità di usare il tono, il lessico e il registro appropriati nei diversi contesti sociali. È dunque uno dei principali momenti di equilibrio tra la manifestazione non conformista della personalità individuale e la duttilità richiesta per interagire validamente con gli altri, ciò che inevitabilmente avviene secondo regole convenzionali ad hoc per ciascun ambiente. La competenza pragmatica sembra essere uno dei principali problemi delle aziende, che usano spesso toni inappropriati ai contesti, frequentemente anche quando parlano in casa propria. Le strategie linguistiche modellano il lessico, il tono, il registro della voce aziendale facendo in modo che ne emerga un'identità culturale inconfondibile, ma anche una capacità di adattamento al contesto per evitare il corto circuito comunicativo con gli interlocutori. Vale per la pubblicità come per le mail, per il linguaggio adoperato in un punto vendita o sul web, per un discorso pubblico.

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