Remo Bassetti Brand Journalist

Remo Bassetti

Il Brandjournalism si racconta

Lo strumento più efficace a disposizione di un’azienda per cambiare positivamente le strategie di comunicazione è il brand journalism. Lo scopo è quello di allargare l’audience dell’impresa, di crearle un pubblico, così come avviene per i media. Non completamente assimilabile allo storytelling, il brand journalism può concentrare intorno a un’impresa e ai suoi prodotti un’attenzione più significativa del semplice buzzfeed. Le aziende non possono presidiare gli spazi digitali solo con Facebook e gli altri social media, o con un blog che sia una sorta di catalogo della produzione: il BJ premia l’azienda meno “narcisista”, quella che mette al primo posto i bisogni e gli interessi dei consumatori e racconta come si colloca nel mondo. Un modello esemplare per qualità è la Red Bull, con il suo web magazine Red Bulletin, che colloca al centro gli sport estremi e le pratiche culturali intorno agli stili di vita più disinibiti. Della bevanda in questo sito addirittura non si parla mai. Un modello di originalità è il magazine Van Winkle’s, ricco di informazioni e curiosità sul sonno, in omaggio all’azienda produttrice di materassi americana Casper, che grazie al suo marketing innovativo ha raggiunto in un anno una quotazione di 500 milioni. Quest’ultimo esempio è ottimo per comprendere che il brand journalism può essere efficace anche per una start-up, quindi per lanciare un brand e non solo per consolidarlo. Per questa ragione Anima in Corporation preferisce dal punto di vista teorico parlare di corporate journalism. Nel linguaggio corrente tuttavia la dizione brand journalism risulta più immediata.

Chi è Remo Bassetti

Dopo avere praticato, figlio d’arte, sciabola in gioventù a Napoli, arrivando anche al titolo mondiale dei maestri, Remo Bassetti ha trasferito le sue acute stoccate in altri settori, dividendosi tra la professione di notaio e la pratica intellettuale, facendo di Piazza Lagrange a Torino una sorta di laboratorio della cultura e delle sue contaminazioni. Su Wikipedia si trova traccia della sua produzione saggistica e letteraria. Ha fondato e diretto il magazine Giudizio Universale, sul quale scrivevano autori di calibro internazionale e le cui recensioni avevano quasi il respiro dei reportage. Suoi sono anche i circa tremila titoli degli articoli pubblicati sul Giudizio Universale, molti dei quali fondati su giochi di parole e citazioni ironiche, secondo un’abitudine oggi ripresa su Twitter (nei cosiddetti twitoli) e nella proposta alle imprese di slogan aziendali e testi pubblicitari. Ha collaborato con La Stampa. Attualmente sta “esplorando” la filosofia del web e conduce un attività di blogger sul dominio intestato a suo nome con il sottotitolo “wrog, laboratorio politico e zona free style”.

Perché ha fondato animaincorporation

Dopo avere approfondito e superato il concetto di target, Remo Bassetti è approdato a un progetto innovativo di marketing, focalizzandosi sull’identità aziendale e con Anima in Corporation presta consulenza per valorizzarla. Il brand journalism è una componente significativa di questa pratica, e anche quando l’obiettivo è di realizzare un web magazine Remo Bassetti si propone di essere più di un consulente per l’identità digitale delle aziende. Persino il suo profilo di notaio emerge in alcune branche dell’attività di Anima in Corporation, in particolare nella proposta di codici etici personalizzati che indirizzino in modo concreto la responsabilità sociale dell’impresa. Un’altra area di competenza della società è la comunicazione degli studi professionali, che attualmente, nei rari casi in cui prende forma, è quasi sempre appiattita sulla comunicazione d’impresa, senza che emergano le peculiarità della singola professione, e tanto meno quelle dello specifico professionista. Anche in questo campo Remo Bassetti conta sulla duplice esperienza, di specialista della comunicazione e di notaio che vive sulla propria pelle i cambiamenti della professione, cercando di governarli piuttosto che passivamente subirli.

Bibliografia di Remo Bassetti

Tra i vari libri di Remo Bassetti quello dedicato all’identità culturale delle imprese è certamente quello più attinente all’attività di consulenza per le imprese, all’analisi di cos’è il brand, al marketing culturale. Nel testo ci sono alcune pagine dedicate al brand journalism, sul quale mancano ad oggi testi di riferimento in Italia, essendo il volume di Roberto Zarriello più che altro una guida, anche pratica dal punto di vista digitale, rivolta ai giornalisti. Per chi vuole conoscere il brand journalism vale la pena di leggere in inglese il recente testo di Andy Bull e anche scaricare la guida dal sito di HubSpot. Quanto agli altri libri di Remo Bassetti spaziano dalla democrazia al carcere, dalla storia dei processi alla narrativa, dal diritto alla filosofia politica.

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