studi e strategie per internazionalizzazioni e start up

Quando si intraprende un’attività non basta un piano finanziario.

Bisogna conoscere i fattori culturali che condizionano il successo in quel settore di mercato.

Noi ci occupiamo di studiarli, analizzarli, svilupparli per il caso concreto. Per qualsiasi start up in Italia.

Ma anche puntare su un mercato estero è una specie di start up.

Oltre a scegliere i canali adeguati, occorre districarsi tra le variabili macroeconomiche e sociali delle nazioni.

Sono quelle che studiamo per conto delle aziende, oppure dei paesi che aspirano al country branding.

Per indirizzarvi al posizionamento e alle scelte strategiche.

Entrare su un mercato: capire cosa c’è dietro per riuscire a stare davanti.

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Non solo un buon prodotto o un marchio di appeal. I consumatori sono attratti da aziende che esprimono pensieri forti e autorevoli, anche attraverso le scelte produttive e organizzative.

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Perché improvvisamente il pistacchio deve essere per forza di Bronte? Cosa determina, a parità di qualità e prezzi, che un negozio di abbigliamento vada a gonfie vele e quello di fronte chiuda? Cosa rende di colpo obsoleto nella testa delle persone un servizio tecnologico? Chi sono i concorrenti di un produttore di auto, oltre agli altri produttori di auto? Le risposte, prima che nel mercato, sono da ricercare dentro le scienze sociali.

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Queste osservazioni, fondamentali per una start up, valgono a maggior ragione per evitare lo shock dei conflitti culturali cui va incontro una strategia di internazionalizzazione “one size fits all”. Ecco un equilibrio delicato: non snaturare l’identità dell’impresa e però dare spazio alle regole sociali che guidano un mercato estero.

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La vostra società e i vostri prodotti sono un pezzo del mercato. Ma il vostro mercato è un pezzo della SOCIETÀ. Noi studiamo questo rapporto. Per farvene rapporto. Siamo i vostri mediatori culturali.

E’ importante partire con il piede giusto. Per farlo una start up deve proporsi con un’identità definita che la renda distinguibile sul mercato, facendole recuperare lo svantaggio che deriva dall’arrivare dopo altri (e che solo in pochi casi, o per una limitata “luna di miele” con il pubblico, viene compensato dal fascino della novità in quanto tale). Se si tratta di un mercato esistente la start up deve possedere un valore aggiunto che persuada i consumatori a cambiare l’azienda sin lì di loro riferimento. Se l’azienda crea un suo mercato, più o meno di nicchia, bisogna convincere il pubblico non solo della bontà della produzione ma anche dell’utilità di quella nuova nicchia di mercato, e della reputazione dell’impresa al suo interno.
Anima in Corporation lavora in primo luogo sull’identità dell’azienda: cerca di indirizzarla nell’essere “l’unica azienda che”, aiutandola a compilare quello spazio vuoto, a individuare quali sono le caratteristiche che possono renderla diversa.

Ovviamente quest’obiettivo presuppone una valutazione del mercato, e conduce a quello che si definisce “posizionamento”: ma Anima in Corporation va oltre, non solo perché la creazione di un’identità esclusiva è un passo più in là del posizionamento, ma anche perché noi non valutiamo solo il mercato ma anche, e soprattutto, i fattori sociali e culturali che determinano la condotta dei consumatori in quel settore di mercato. Supportiamo quindi la start-up nella definizione della sua strategia.

Un passaggio essenziale di questa fase, per la nascente azienda, è la domanda “Quale tipo di collettività posso coinvolgere o rappresentare?”. Dalle macrocategorie etniche, anagrafiche o di genere sessuale si può discendere alle categorie transitorie o legate a specifiche aree di interesse condiviso. La nostra competenza culturale ci consente di individuarle fuori dal mercato per poi affinare, dentro il mercato, la relazione tra quelle categorie e l’impresa.

Un’azienda che procede sulla strada dell’internazionalizzazione ha bisogno dello stesso approccio: le diversità culturali del paese possono essere un macigno sulla sua strada. La mediazione culturale, in quel caso, è addirittura una risorsa tecnica. Ma non basta avere riferimenti umani e manageriali sul posto. L’analisi deve riguardare non semplicemente i costumi di quell’area geografica (nei limiti in cui vanno a incidere sul mercato) ma la relazione tra quei fattori e l’identità della vostra azienda. Quali aspetti della personalità dell’impresa vanno messi in evidenza? E quali prudentemente collocati sullo sfondo o adattati all’ambiente?

Possiamo inserirci nella fase strategica ma anche solo occuparci della ricerca storica, sociologica, antropologica relativa ai paesi verso cui si intende esportare.
I nostri servizi si rivolgono anche al country branding: comuni e regioni che vogliono migliorare il loro appeal, specialmente turistico, verso l’estero, oppure nazioni e aree geografiche che desiderano virtuosamente far conoscere le loro attrattive o attitudini agli italiani.

ANIMA IN CORPORATION. LA CULTURA PER L’IMPRESA

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